venerdì 20 giugno 2014

Il più grande problema della comunicazione


"Il più grande problema della comunicazione è che noi non ascoltiamo per capire, ascoltiamo per rispondere" (cit.)

giovedì 17 aprile 2014

L'abstract del workshop (o sintesi del seminario)

300 parole da dire in Italiano. E' la lista realizzata e pubblicata da Annamaria Testa sul suo preziosissimo sito nuovoeutile.it (teorie e pratiche della creatività).

"Non è una crociata contro le lingue straniere. Esistono forestierismi insostituibili (tipo mouse o computer), altri utili (come autobus), altri superflui (come ticket): l’idea è trovare alternative italiane realistiche ai forestierismi superflui. E suggerire che qualche volta si può, senza far troppa fatica, dire in italiano quel che, magari per abitudine o pigrizia, si dice in inglese". Con effetti a volte stucchevoli, a volte ridicoli, anche nella scrittura dei comunicati stampa.

Si potrebbe forse obiettare che non basta talvolta trovare la parola o le parole equivalenti, che la "connotazione" delle parole ha un valore che con la traduzione spesso si perde, che l'economicità della lingua inglese corrisponde allo spirito dei tempi (oltreché alla legge di selezione naturale insita nella storia della lingua). Tutti argomenti che ovviamente Annamaria Testa conosce benissimo. Tutte questioni risolvibili con le consuete e imbattibili armi della cultura e del buon senso.




mercoledì 9 aprile 2014

10 fastidi dei comunicati stampa

Ed eccolo qui, sempre da Wired, l'articolo a cui si ispirava il post precedente.

Luca Bottura mette in fila 10 difetti ricorrenti nei comunicati stampa che normalmente riceve, soprattutto da parte di aziende. Un decalogo divertente che - da addetto stampa - sottoscrivo in pieno.

Ne approfitto per rilanciare un mio cavallo di battaglia: 11 regole per un buon comunicato stampa.

Fare bene è possibile.

Il decalogo dello scroccone

"Cari giornalisti, i geni e i fessacchiotti si riscontrano in egual misura in tutte le categorie professionali, compresa la vostra".

Su Wired Alessio Masi risponde ad un articolo su "l'aria fritta dei comunicati stampa" e scrive il "decalogo del giornalista scroccone secondo un addetto stampa". Da quelli che vengono solo se c’è il buffet a quelli che chiedono lo sconto sui prodotti: 10 cafonerie della categoria raccolte da un addetto stampa.

L'ennesima puntata della storica querelle tra le due figure professionali. Io "quoto" il punto 10 dell'elenco.

venerdì 26 luglio 2013

Il giallo del comunicato che non doveva partire

Sono giornatacce per gli uffici stampa.

Dopo la gaffe di ieri del premier spagnolo Rajoy, che esprimeva le sue condoglianze mezzo stampa per l'incidente sbagliato, ecco la nota inviata "per errore" dal Viminale sulla riorganizzazione del Dipartimento di Pubblica sicurezza, dopo il caso diplomatico che ha rischiato di far cadere il Governo.

Stavolta l'errore finisce addirittura in home page sul sito del Corriere della Sera, come notizia d'apertura (vedi immagine). La nota era stata inviata alle 13.48 e "annullata" alle 14.21.

Mezz'ora circa in cui sarà successo il delirio in quegli uffici...



giovedì 25 luglio 2013

La gaffe delle condoglianze sbagliate

Gli errori sono l'incubo degli addetti stampa. Fare uscire un testo sbagliato, magari con una gaffe da farti fare il giro della Rete o finire in pagina sui giornali, è qualcosa che non augurerei a nessuno. Memorabili gli episodi del ministro dell'Istruzione Gelmini con il "tunnel dei neutrini" e quello della Cei con le felicitazioni per l'elezione del Papa...sbagliato.

Quando ti capita di scrivere un refuso, anche lieve, normalmente c'è sempre qualcuno che ti risponde per fartelo notare. Per questo buona prassi vorrebbe che i testi prodotti da un ufficio stampa fossero sempre verificati da più occhi, ma non sempre c'è il tempo o il modo. Per questo il lavoro redazionale richiede un'accuratezza e una concentrazione "maniacali".

Una delle modalità di errore più frequenti, nei piccoli come nei grandi uffici stampa, è quella di lavorare su un testo vecchio per rielaborarne il contenuto. E' quello che è successo all'ufficio stampa del premier spagnolo Mariano Rajoy, che nel comunicato stampa di condoglianze per la tragedia del treno deragliato a Santiago de Compostela, ha citato un altro incidente, il "terremoto che ha colpito la città di Gansu", in Cina.

Il racconto della gaffe di Rajoy sul Corriere.it

Nell'immagine, il testo della nota stampa con l'errore.


venerdì 24 maggio 2013

Brutte notizie


"Questa mattina, a Roma all’interno di Palazzo Marina (sede della Marina Militare) è stato ritrovato il corpo senza vita di un ufficiale della Marina Militare: il capitano di vascello Raffaele Gargiulo, Capo Reparto infrastrutture dello Stato Maggiore Marina. I familiari sono stati avvisati. Sono in corso gli accertamenti per individuare le dinamiche dell’accaduto. Il Capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi esprime il più sentito cordoglio a nome di tutta la Marina Militare".

E' il testo con cui l'ufficio stampa della Marina Militare, alle 9.24 del 23 maggio, dà notizia alla stampa di questo tragico avvenimento che finirà immediatamente su tutti i siti e le agenzi di stampa.

Immagino in quelle ore la tentazione di aspettare o procedere in altra direzione, sperarando illusoriamente che il fatto potesse passare inosservato o in qualche modo ridimensionato da una diffusione della notizia meno 'ufficiale'. La scelta di "dare" per primi la notizia (pubblicandola anche nella home page del sito) mi è parsa invece coraggiosa e soprattutto corretta

Tutte le agenzie e gli articoli che ho letto ne hanno dato conto ("Lo rende noto la stessa Marina Militare") orientando in qualche modo positivamente, nella direzione della trasparenza (non hanno nulla da nascondere), il "clima" della notizia e il primo giudizio del lettore.